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September 27 ...paura...
C'era un uomo che aveva due mani e le usava nei modi più strani per esempio sapeva descrivere la vita di luoghi lontani Era un uomo di forza sicura molto alto per la sua statura soprattutto sapeva sorridere ogni volta che avevo paura E io di paura ne avevo davvero convinto com'ero di essere stato per tutta la vita invece che intero parzialmente scremato Io di paura ne avevo davvero sicuro com'ero di avere vissuto la vita di un uomo che aveva perduto senza avere giocato Di lui mi colpiva la voce così calda, sicura e veloce cantava in modo dolcissimo malgrado l'aspetto feroce Aveva due occhi da gatto ma li usava in modo distratto però vedeva benissimo la paura che ancora combatto E io di paura ne avevo davvero convinto com'ero di essere stato per tutta la vita invece che intero parzialmente scremato Io di paure ne avevo a decine ma fino alla fine le ho chiuse nel cuore soltanto quell'uomo sembrava capire quale fosse il dolore September 14 di ritorno da un lungo viaggioSi mi aspettano dei rimproveri....
troppe assenze, troppi silenzi, vi devo degli appunti promessi sul resto del viaggio, arriveranno, ma quando arriverà l'ispirazione. A volte penso che non sarei un buon padre o un buon compagno, troppa e feroce la voglia che a volte mi assale di starmene per i cazzi miei, chiudere una porta e semplicemente dimenticarmi, in un cassetto magari, non aprirmi per un po' di tempo, lasciarmi prendere della polvere (che mi fa pure allergia, nda), scadere, diventare obsoleto mentre il mondo continua la sua insensata cavalcata verso il futuro, sempre andando avanti, non inporta dove, purchè ci si arrivi correndo, fosse anche l'orlo del baratro...
ma come ogni buona canaglia che si rispetti ho delle ottime scuse sempre pronte per le mie mancanze... nel caso specifico il lungo viaggio e una lunga e forzata distanza da qualsiasi apparato tecnologico....
e di ritorno da un lungo viaggio (erano quasi due mesi praticamente che non rivedevo la cameretta a casa dei miei genitori, mica tanto però, sembrava di più, ma si sa il tempo è misura dell'anima) è un sapore amaro che mi si è attaccato sotto il palato, è un "ovosodo" in gola che non va ne su ne giù, sarà l'incertezza del domani, la mancanza di prospettiva, il fuoco incrociato delle ricriminazioni della mia famiglia che mi fa sentire che in qualche modo io sono ancora quell'impotente bambino di quanto sei, sette, nove anni, o quel quindicenne su cui nessuno avrebbe scommesso un soldo, come se questi due me stesso, che vorrei lasciarmi indietro, me li dovessi invece portare indietro, come cadaveri resi più pesanti dall'amarezza che hanno ingoiato e che continuano ad ingoiare, come se sapessi che continueranno a ripresentarsi finchè non avrò risposto alle domande che mi fanno e che non riesco a sentire...
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