nico's profileSi, no... non so...PhotosBlogLists Tools Help

Blog


    September 27

    ...paura...

    Artist: Daniele Silvestri
    Album: Daniele Silvestri
    Year: 1994
    Title: L'Uomo Intero

    Print
    Correct



    C'era un uomo che aveva due mani
    e le usava nei modi più strani
    per esempio sapeva descrivere
    la vita di luoghi lontani
    Era un uomo di forza sicura
    molto alto per la sua statura
    soprattutto sapeva sorridere
    ogni volta che avevo paura

    E io di paura ne avevo davvero
    convinto com'ero di essere stato
    per tutta la vita invece che intero
    parzialmente scremato

    Io di paura ne avevo davvero
    sicuro com'ero di avere vissuto
    la vita di un uomo che aveva perduto
    senza avere giocato

    Di lui mi colpiva la voce
    così calda, sicura e veloce
    cantava in modo dolcissimo
    malgrado l'aspetto feroce

    Aveva due occhi da gatto
    ma li usava in modo distratto
    però vedeva benissimo
    la paura che ancora combatto

    E io di paura ne avevo davvero
    convinto com'ero di essere stato
    per tutta la vita invece che intero
    parzialmente scremato

    Io di paure ne avevo a decine
    ma fino alla fine le ho chiuse nel cuore
    soltanto quell'uomo sembrava capire
    quale fosse il dolore
    September 14

    di ritorno da un lungo viaggio

    Si mi aspettano dei rimproveri....
    troppe assenze, troppi silenzi, vi devo degli appunti promessi sul resto del viaggio, arriveranno, ma quando arriverà l'ispirazione. A volte penso che non sarei un buon padre o un buon compagno, troppa e feroce la voglia che a volte mi assale di starmene per i cazzi miei, chiudere una porta e semplicemente dimenticarmi, in un cassetto magari, non aprirmi per un po' di tempo, lasciarmi prendere della polvere (che mi fa pure allergia, nda), scadere, diventare obsoleto mentre il mondo continua la sua insensata cavalcata verso il futuro, sempre andando avanti, non inporta dove, purchè ci si arrivi correndo, fosse anche l'orlo del baratro...
     
    ma come ogni buona canaglia che si rispetti ho delle ottime scuse sempre pronte per le mie mancanze... nel caso specifico il lungo viaggio e una lunga e forzata distanza da qualsiasi apparato tecnologico....
     
    e di ritorno da un lungo viaggio (erano quasi due mesi praticamente che non rivedevo la cameretta a casa dei miei genitori, mica tanto però, sembrava di più, ma si sa il tempo è misura dell'anima) è un sapore amaro che mi si è attaccato sotto il palato, è un "ovosodo" in gola che non va ne su ne giù, sarà l'incertezza del domani, la mancanza di prospettiva, il fuoco incrociato delle ricriminazioni della mia famiglia che mi fa sentire che in qualche modo io sono ancora quell'impotente bambino di quanto sei, sette, nove anni,  o quel quindicenne su cui nessuno avrebbe scommesso un soldo, come se questi due me stesso, che vorrei lasciarmi indietro, me li dovessi invece portare indietro, come cadaveri resi più pesanti dall'amarezza che hanno ingoiato e che continuano ad ingoiare, come se sapessi che continueranno a ripresentarsi finchè non avrò risposto alle domande che mi fanno e che non riesco a sentire...