nico's profileSi, no... non so...PhotosBlogLists Tools Help

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    December 28

    La fragilità della della vita

     
     
     
     
    Diciamo un amico. Un tipo strano, un ingestibile sognatore. Ma un sognatore diurno, di quelli che i sogni li fanno con le mani, accarezzando una tastiera, stringendo un pennello, impugnando una penna. Diciamo che il mio amico sappia fare proprio tutte queste cose. Ma un tipo strano, dicevo, irremidiabilmente informale, ingenuo fino alla sfrontatezza, ma di una incatata dolcezza di terra. Uno che accoglie tutti i pazzi, i disperati e i casi umani del villaggio, perchè è palesemente pazzo disperato e umano anche lui. Uno che mi fa arrabbiare a volte perchè non mi chiama mai, ma questo forse è più un mio problema. Diciamo un viaggio, uno di quelli che si fanno quando le cose non vanno e vai a rifugiarti da un amico lontano, meglio se è un ingestibile sognatore. Diciamo che siano passati quasi cinque anni e che sia l'ultima volta che vi siete visti. Metti caso che dormivi nel letto nel suo studio, in realtà un tramezzo nella sua casa materna, tra gli odori acri e pungenti delle tempere e degli smalti, fissando l'ultima opera della sera scorsa. Diciamo che lui mi trascini fino al piano e dica "Dai scriviamo una canzone... in napoletano!!!". Metti caso che l'idea non mi vada proprio a genio, che io non sono proprio napoletano e comunque avevo passato fino al quel momento più tempo nelle sue nebbiose pianure che sotto il vesuvio. Ma diciamo che gli ho visto brillare una luce negli occhi ed ho capito che era una di quelle ondata di entusiasmo che non si potevano fermare. Allora che faccio? Lui suona, io sento il tempo e su un foglio di carta butto giù qualcosa mischiando il malessere per la ragazza di turno ai più stereotipati luoghi comuni. Metti che gli piace e quei luoghi comuni lo facciano ridere moltissimo. E senza chiedere nulla ci metta del suo (ecco la sua ingenuità/sfrontatezza), qualche grido, uè, ya, Napule e così via. Lascio fare, non è importante, è solo un gioco. Del resto è lo stesso tipo che un paio di anni prima pubblicò una recensione sulla SUA mostra a MIO nome. Si accetta così com'è. Diciamo tempo dopo in una telefonata (forse l'ultima) mi dice che quella canzone la sta suonando col suo gruppo e che io non ci faccia caso più di tanto. Metti caso che poi gironzolando per internet trovi la recensione del suo ultimo album quella canzone è là e se ne dice anche un gran bene e che addirittura se ne trovi il testo su lyricsmania . Il mio quinto senso e mezzo mi dice che se aprissi il bootleg dell'album non troverei nemmeno un piccolo grazie ed avrei voglia di incazzarmi e forse sarebbe la volta buona che lo facessi, ma in realtà non mi importa molto. E'molto più importante che questi ragazzi vadano avanti diffondendo le loro magie per il mondo. Dicono che diventeranno grandi, come Vinicio o altri. Per me già lo sono. E'molto più importante quel fragilissimo filo che ci lega e cha a volte mi sembra già spezzato e a volte no.
    December 26

    Friends of the night

     
    La notte io non dormo, anche se sono stanco e gli occhi mi si aprono come melograni maturi rimango attaccato a questa macchina infernale dalla quale vi sto scrivendo ed ascolto musica. Non fosse per questo forse sarei già a letto da ore,ma capita che un pezzo mi cattura e un altro ancora e poi di nuovo fino ache non rischio di schiantarmi sulla tastiera dalla stanchezza. Quando cala il silenzio e sento uno ad uno, con una sequenza quasi rituale spegnersi tutti i rumori che testimonionano la calda presenza della vita, di una famiglia, in questa casa, io indosso le cuffie per non dare fastidio. Se sapessi suonare il piano penso mi piacerebbe sfiorare i tasti senza toccarli immaginando la musica. Non so, ma ci sono pezzi che riesco ad ascoltare veramente solo così, solo sentendomi solo e senza pelle, mi piace lasciarmi violare e farmi venire i brividi, sciogliermi nel flusso dei suoni e lasciarmi portare, commuovermi, piangere anche. Una volta era più facile, la musica la ascoltavo sempre così, anche in mezzo alla gente, lasciavo le cose a metà, chiudevo gli occhi e ascoltavo, e probabilmente non facevo una bella impressione. Ora devo fermarmi e togliermi dalle spalle questa specie di ansia che da un po' di tempo mi tiene stretto e non mi fa vedere bene di niente. Come una scimmia avvinghiata o una mano fredda sul cuore. Ringrazio i Mogwai, A toys orchestra, gli Afterhours, i Radiohead, Carmen Consoli, i Baustelle, Manu Chao, Magoni e Spinetti, Moltheni e i molti altri compagni di queste notti.
     
    Altra bambolotto regalo a chi indovina la citazione del titolo del post.

    La canzone del parco

     
     
     
     
    In memoria di un periodo di autentica libertà, disperazione, presa totale, di rapporti puri prima dell'insorgenza del calcolo, prima di incominciare a chiedersi quanto male avrebbe fatto.
     

    La Canzone Del Parco Baustelle lyrics

    Artist: Baustelle
    Album: Sussidiario Illustrato Della Giovinezza
    Year: 2000
    Title: La Canzone Del Parco
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    (Cronaca degli amanti:) lui e lei ridono umidi baciano parole lievi leggère le piume se lui e lei fragili indecisioni al solito posto la solita ora se lei e lui sabato dopo la scuola lo fanno sul serio la colomba vola domani è lontano domani è lontano se mi ami ora se lui e lei ridono umidi baciano parole lievi leggère le piume se lei e lui timidi umidi scrivono platani con incisione di cuori sinceri se dicono 'ti voglio bene' il parco sorride la stagione viene se lei e lui nuvole di desideri si toccano puri Il prato respira domani è lontano domani è lontano se mi ami ora
    (il parco:) penso che ho di nuovo i brividi e mi lascio prendere da domande inutili da poeti poveri sui miei rami umidi sulle foglie ultime a che cosa pensano questi umani fragili a che cosa servono i miei rami stupidi a che cosa servono se mi lascio prendere da pensieri inutili posso solo esistere In eterno vivere senza avere gli attimi degli amanti giovani degli amori giovani a che cosa pensano questi umani fragili a che cosa servono i miei rami stupidi a che cosa servono se mi lascio prendere da pensieri inutili a che cosa?
    December 24

    Canti di natale

     
     
    Continuano le appasionanti avventure della serie "Io, mio padre e il mondo della musica."
    Dopo avermi costretto a scaricare e passare su cd, gli album più introvabili di certi Clayderman e Schalks (chi erano costoro?), mio padre, che da ora in avanti verrà chiamato Il Cancelliere*, mentre li ascoltava beato in macchina e io rinunciavo ad abbassare pensando che il volume sarebbe stato in ogni caso troppo alto per questo genere di musica, si gira verso di me, mi guarda e con aria interrogativa e mi fa: "Ma il cd, no, non è che poi lo devi girare come la cassetta giusto?" Vi giuro mi sono quasi commosso per l'ingenuità della domanda, per un attimo mi è sembrato un bambino. Comunque sono contento che il Cancelliere abbia fatto pace con la musica.
     
     
    *chi indovina la citazione letteraria riceverà a casa propria senza alcuna spesa di spedizione un ambitissimo bambolotto con le mie sembianze munito di impianto di fonoriproduzione azionabile da classica cordicella che spiegherà in 24 tipiche frasi diverse perchè sono troppo stanco per fare quello che dovrei fare. aut. min. conc.
     
     
     
     
     

    Le mie mani vuote

     
     
     
     
    C'è come questo continuo guardarsi le mani
    e trovarci sempre la stessa cosa, niente.
    Una vita, la mia, acqua trasparente,
    senza colore senza residui,
    ci passa attraverso,
    mi passa addosso,
    non si ferma è già lontana.
    Non è rimasto niente,
    non lascia traccia se non nei lividi.
    Non è rimasto niente
    Se non uno uno stupido
    che continua a fissare
    il nulla che stringe.
    December 14

    Odio il natale

     
     
     
     

    Dolly del mare profondo, 

    figlia di minatori
    si leva le scarpe e cammina sull'erba,
    insieme al figlio del figlio dei fiori.
    E fanno la solita strada, 

    fino al cadavere del grillo
    la luna impaurita li guarda passare
    e le stelle sono punta di spillo.
    E mentre le lancette camminano,
    i due si dividono il fungo,
    e intanto mangiando ingannano il tempo,
    ma non dovranno ingannarlo a lungo.
    Infatti arriva Babbo Natale,
    carico di ferro e carbone,
    il figlio del figlio dei fiori lo uccide,
    con un coltello e con un bastone.
    E Dolly, gli pulisce le mani
    con una fetta di pane
    le nuvole passano dietro alla luna
    e da lontano sta abbaiando un cane.
    E la neve comincia a cadere,
    la neve che cadeva sul prato
    e in pochi minuti, si sparse la voce
    che Babbo Natale era stato ammazzato.
    Così Dolly del mare profondo
    e il figlio del figlio dei fiori,
    si danno la mano e ritornano a casa
    tornano a casa dai genitori.

     

    Francesco de gregori, L'uccisione di babbo natale in Buffalo Bill

     
     
     
    December 11

    Panic

    giovanni allevi joy
     

     


    "Vedo la città da questo strano vetro. Non sono mai stato dentro un'ambulanza. Un volontario della Croce Rossa mi tiene la mano sulla spalla e dice che devo stare calmo perchè il Policlinico è vicino.
    Forse per l'eccessiva gioia, la grande emozione o la tensione accumulata, proprio oggi, di rientro dal tour in Cina, sono andato in tilt sul marciapiede sotto casa.
    Si parla di un attacco di panico, o di una cardiopatia, e per la mia mente paurosa è possibile che non sopravviva ai prossimi 10 minuti.
    Ripenso a quanto è bello il cielo, il traffico, la quotidianità o l'essere semplicemente vivi.
    Quanti sorrisi non ho regalato, quante emozioni non ho ancora vissuto, quante volte ho offuscato i miei sogni dietro i fantasmi della paura...
    Se dovessi uscire di qui, canterò con la Musica la gioia dI vivere, ogni momento bello o brutto, qualunque sarà la mia condizione."

    GIOVANNI ALLEVI

    December 09

    A toys orchestra - Three withered roses

                                                              
     
     
     
             
                                                   

     
     
     
     

    Somebody is knocking at your door
    three withered roses and a bit of love
    the wearied smile of who arrives too late
    Nobody knows my name
    but evrybody calls me
    Sometimes before the night arrives into my room
    the smaller stars let me know before.

     

     

    December 08

    Lucky Luciano

     
    Ho appena visto una puntata di Report, si parlava tralatro del lavoro in carcere. C'erano detenuti che facevano il vino, l'olio, marmellate a Velletri, il caffè a Torino, call-center a Milano.
    Penso ai poveri sfigati di Poggioreale e del Lucciardone. certo che pure nel finire in prigione ci vuole la camicia.

    Caro Gesù Bambino

     
     
     
    Ecco alcune delle frasi tratte dalle letterine a Gesù e raccolte nel libro «Caro Gesù, la giraffa la volevi proprio così o è stato un incidente?».
     
     
     
    Caro Gesù Bambino, i miei compagni di scuola scrivono tutti a Babbo Natale, ma io non mi fido di quello. Preferisco te.
    Sara

    Caro Gesù, sei davvero invisibile o è solo un trucco?
    Giovanni

    Caro Gesù, Don Mario è un tuo amico oppure lo conosci solo per lavoro?
    Antonio

    Caro Gesù, mi piace tanto il padrenostro. Ti è venuta subito o l’hai dovuta fare tante volte? Io quello che scrivo lo devo rifare un sacco di volte.
    Andrea

    Caro Gesù, come mai non hai inventato nessun nuovo animale negli ultimi tempi? Abbiamo sempre i soliti
    Laura

    Caro Gesù, per favore metti un altro po’ di vacanza fra Natale e Pasqua. In mezzo adesso non c’è niente.
    Marco

    Caro Gesù Bambino, per piacere mandami un cucciolo. Non ho mai chiesto niente prima, puoi controllare
    Bruno

    Caro Gesù, forse Caino e Abele non si ammazzavano tanto se avessero avuto una stanza per uno. Con mio fratello funziona.
    Lorenzo

    Caro Gesù, a carnevale mi travestirò da diavolo, ciai niente in contrario?
    Michela

    Caro Gesù, tu che vedi tutto mi dici chi mi ha nascosto l’astuccio?
    Marco

    Caro Gesù, mi chiamo Andrea e il mio fisico è basso, magrino, ma non debole. Mio fratello dice che ho una faccia orrenda, ma sono contento perché così non avrò quelle mogli che stanno sempre tra i piedi a fare pettegolezzi.
    Andrea

    Caro Gesù, abbiamo studiato che Tommaso Edison ha inventato la luce. Ma al catechismo dicono che sei stato tu. Per me lui ti ha rubato l’idea.
    Daria

    Caro Gesù Bambino, grazie per il fratellino. Ma io veramente avevo pregato per un cane.
    Gianluca

    Caro Gesù, non credo che ci possa essere un Dio meglio di te. Bè, volevo solo fartelo sapere ma non è che te lo dico perché sei Dio.
    Valerio

    Caro Gesù, i cattivi ridevano di Noè, stupidino, ti sei fatto un’arca sulla terra asciutta. Ma lui è stato furbo a mettersi con tuo padre, anche io farei così.
    Edoardo

    Caro Gesù, lo sai che mi piace proprio come hai fatto la mia fidanzata Simonetta?
    Matteo

    Caro Gesù, invece di far morire le persone e di farne di nuove, perché non tieni quelle che hai già?
    Marcello

    Caro Gesù, la storia che mi piace di più è quella dove cammini sulle acque. Te ne sei inventate di belle. La mia seconda preferita è quella dei pani e dei pesci.
    Antonella

    Caro Gesù, se te non facevi stinguere i dinosauri noi non ci avevamo il posto, hai fatto proprio bene
    Maurizio

    Caro Gesù Bambino, non comprare i regali nel negozio sotto casa, la mamma dice che sono dei ladri. Molto meglio l’iper.
    Lucia
    December 05

    Eugenetica Clericale

     
    Guardo un po' Porta a Porta e come al solito mi incazzo per l'incapacità di argomentare degli esponenti di sinstra, vabbè che chiamano sempre gli scartini (eccetto Diliberto), ma riescono ad andare sotto anche parlando di evasione fiscale!!! Parlano degli striscioni alla manifestazione e non citano i dati istat sulle dichiarazioni dei redditi (la media dei gioiellieri è inferiore a 20.000 l'anno), si scordano di parlare della legge sul falso in bilancio, della riduzione della prescrizione per reati finanziari, per non parlare delle datate dichiarazioni di Berlusconi secondo cui pagare le tasse è illeggittimo...
     
    Vabbè, un piccolo sfogo estemporaneo...
     
    In realtà volevo parlare dellavecchia legge 40, quella sulla fecondazione assistita, qualcuno si ricorda? In quella legge vietarono il ricorso all'analisi pre-impianto, cioè la possibilità di controllare se gli embrioni da impiantare presentassero o no malattie genetiche e di conseguenza poter scegliere di imòpiantare solo quelli sano. Un accorgimento utilissimo se uno o entrambi i genitori sono portatori di malattie genetiche.
    I sostenitori della legge difesero questa scelta evocando scenari eugenetici di hitleriana memoria, sostenendo che in questo modo si sarebbe aperta la porta alla manipolazione genetica, che ognuno si sarebbe fatto su misura il figlio biondo e con gli occhi azzurri.
    Ora, nel quotidiano scontro con mio padre che oggi ha toccato questo argomento, mi sono reso conto di quanto queste argomentazioni siano campate in aria. Intanto la diagnosi pre-impianto è un operazione di screening, cioè di analisi senza alcun intervento nel modificare il patrimonio genetico del nascituro. Secondo, i sostenitori della legge 40 sarebbero favorevoli alla cura dell'embrione prima dell'impianto, cioè ad una vera e propria manipolazione del materiale genetico.
    Questo perchè la legge si regge tutta sul principio che l'embrione è già persona umana, e perciò non si possono distruggere gli embrioni affetti da malattie genetiche, invece curarli, manipolando il loro corredo genetico, sarebbe come curare una persona, cioè del tutto legittimo. Passato questo principio si potrebbe dire, che farsi il figlio biondo e con gli occhi azzurri sarebbe equivalente a fargli la tinta e a mettergli le lentine colorate più tardi e quindi tanto vale farlo subito.
    A parte il fatto che i bambini biondi e azzurroccoluti mi fanno impressione e mi ricordano quelli nazisti della Kinder, da dove viene fuori questo principio dell'embrione comepersona umana?
    La scienza su questo punto, giustamente tace, o almeno quella seria lo fa. Lo fa perchè il concetto di persona non è biologico ma culturale, non esistono criteri quantitativi, misure, che possano stabilire cos'è la persona umana e quando nel processo continuo dall'embrione al neonato emerga la persona. Ogni decisione su questo punto è assolutamente arbitraria.
    La chiesa ha approfittato di questo vuoto della scienza per decretare che la persona comincia col concepimento perchè ciò che la rende tale è il possesso di un anima, dono, scintilla divina che non può che scaturire nel momento stesso in cui la storia dell'uomo ha inizio. Insomma per la chiesa dato che la persona coincide con l'anima, non è concepibile che ci sia un periodo di vuoto, di assenza, dell'anima nel percorso biologico dell'uomo, altrimenti si dovrebbe ammettere che il corpo possa esistere prima dell'anima e indipendentemente da essa, il che ricondurrebbe l'uomo appieno nel mondo animale, negando il suo rapporto esclusivo con Dio basato sul fatto che egli è stato creato a sua immagine e somiglianza. Ricordiamo,gli ambianti politici e clericali che hanno promosso questa legge sono gli stessi che negano Darwin e l'evoluzionismo e vorrebbero cancellarlo dai programmi scolastici.
    Ora questa appena esposta è un interessante questione dottrinale, e in termini puramente filosofici anche un laico potrebbe condividerla.
    Il problema è che questo assunto dottrinale della chiesa cattolica è stato recepito interamente in una legge dello stato italiano, ed è una legge che deve servire anche chi non sia daccordo sull'equivalenza anima-persona, deve servire persino a chi non crede proprio all'esistenza dell'anima. Anche perchè giova ricordarlo, il concetto di persona su cui si basa la nostra costituzione non è quello della chiesa, non si basa sul concetto di anima, ma bensì su quello di dignità umana, dell'uomo inteso come essere sociale che ha la sua piena realizzazione solo nella relazione con gli altri.
    Si prende per verità assoluta una asserzione che si basa solo sulla fede e la si imponne anche a chi non la condivide.
    Ed ecco perchè è tanto importante il tanto bistrattato laicismo. Perchè su questi argomenti su cui vi potràmai essere certezza, rimanda il tutto alla libertà di coscienza.
    Questa legge insomma avrebbe dovuto solo regolamentare il settore, impedendo che si verificassero pratiche che vanno contro una morale comune condivisa, come il mercimonio di embrioni, la manipolazione, e stabilire un clima di garanzia e sicurezza per gli utenti e gli operatori. I movimenti per la vita hanno fatto inmodo che molti bambini non venissero al mondo. Ma per chi di figli non ne deve avere e per chi ha la garanzia di poter andare a fare all'estero quello che ha vietato in patria, questo non è un problema.
    December 04

    Una recensione

    E' una cosa che ho scritto e che poi non è mai stata pubblicata. Mi metteva tristezza lasciarla nella desolazione della cartella documenti.

     

     

     

    IL RITORNO DEL CORSARO PASOLINI

     

    Ad oltre trent’anni dalla sua tragica scomparsa, Garzanti ripropone nella collana Elefanti la raccolta dei corsivi che il grande scrittore pubblicò sul Corrieere della Sera tra il ’72 e il ’75, arricchita in questa sesta edizione da un’appendice di materiali di diversa origine tra cui alcuni inediti ed introdotti da una brillante prefazione di Alfonso Berardinelli. In questi Scritti Corsari, emergono prepotentemente tutte le tematiche e le peculiarità che hanno fatto di Pier Paolo Pasolini -un autore ormai più citato che letto- un caso unico del panorama intellettuale italiano, peculiare come solo può essere un’umanità vissuta fino alle sue più estreme conseguenze. In queste pagine infatti Pasolini fa della sua esistenza, della sua vita, testimonianza di una radicale trasformazione della società italiana. Testimonianza consapevole, ragionata, riflessiva, ma che parte sempre da un dato di fatto assolutamente corporeo, materico. Affiora ossessivamente la denuncia del consumismo come nuovo potere senza volto, che condanna senza appello all’estinzione un mondo arcaico, drammaticamente ingiusto ma anche profondamente umano. Un consumismo che impone l’omologazione globalizzata del grande ceto medio, della piccola borghesia imperante. Capace di ridurre i precetti religiosi in slogan, la protesta giovanile in moda, i vecchi ideali rivoluzionari in capacità d’acquisto. Un consumismo che rende tutte uguali e tristi le facce dei ragazzi delle borgate. Una denuncia tanto ovvia quanto scandalosa. In effetti Pasolini in questi scritti non dice niente che la sociologia non abbiano già anticipato. Ma lo dice in faccia ad un Italia che volge lo sguardo da un’altra parte, dall’altra parte, verso lo sviluppo, che secondo lo scrittore è uno sviluppo senza progresso. Per questo egli è solo in questa denuncia. Forse l’aspetto più toccante di questo libro è proprio l’evidenza dell’isolamento accerchiante che Pasolini dovette subire. Nei suoi editoriali è spesso costretto a difendersi da attacchi che gli vengono mossi da tutte le parti. Attacchi feroci e derisori dove spesso vengono tirati in ballo i suoi orientamenti sessuali, la sua presunta immoralità, come controargomentazioni.  Attacchi che sembrano soprattutto non perdonargli di non essere assoggettato a nessun dogma, né a quello della Chiesa, né a quello dello sviluppo industriale né a quello marxista.

    Rileggendolo adesso stupisce quanto sia attuale. Ora che anche la Chiesa dopo aver combattutto l’ideologia comunista si sferra contro quella consumistica, ora che si parla di sostenibilità dello sviluppo. E’ come se Pasolini avesse gettato lo sguardo oltre la diffusione del benessere dell’Italia industriale per denunciare la necessità che il mondo nuovo che si andava delineando fosse ancora un mondo umano.