nico's profileSi, no... non so...PhotosBlogLists Tools Help

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    November 18

    Cronache di vita mondana

     
     
     
     
    Fantastica serata ieri all'Iroko. Prima incantati dall'incantevole Denise, come una bambolina musicale uscita dallo schiaccianoci con le sue guance rosse, una minifisarmonica al collo e un piccolo xilofono davanti agli occhi, ci regala incentevoli atmosfere nordiche ed avvolgenti. Peccato che finisca la serata imbronciata per tutti i problemi tecnici. Tra parentesi mi accusa anche di portarle un po' sfiga in effetti tutte e due le volte che sono andato ad acoltarla la sfortuna si è accanita sul suo gruppo; farò un'altro tentativo, se va male desisterò per il loro bene e mi accontenterò di ascoltarli in CD. Da notare l'exploit del Pappacoda che rivela un insospettabile talento alla batteria.
    Poi la serata entra nel vivo con l'esibizione di Lara Martelli, per me una grandissima scoperta. Un vero animale da palcoscenico, grande presenza scenica, occhi sbarrati e devastanti, sorriso abbagliante a 34 denti e una voce semplicemente da paura. Degna di nota la calca sotto il palco di tutti i maschi presenti in sala ognuno convinto che Lara stesse ammicando proprio con lui. Mi dispice deluderli ma in realtà stava ammiccando solo con me e in una mia pausa rum chiede dove sia finito quel ragazzo con la cravatta viola che la faceva sentire tranquilla. Grande cravatta.
     
    Sul piano sociale la serata sembrava iniziata male. Ma dopo l'iniziale buca del Pittore è provvidenziale l'inaspettato incontro col Pianista, in sopralluogo con la sua band per studiare come neatralizzare la terrificante acustica del locale in prospettiva della notte di natale in cui apriranno il concerto dei A Toys Orchestra (accorrete numerosi!!!), ma in loco soprattutto per godersi la grazie di Lara. Si progetta di rapire la cantante e la tastiera suonata dal sosia di Francesco Renga. O in alternativa di propoprsi come grupies. Progetto dimenticato al quarto rum.
    Non sono disponibili foto dell'evento per esplicita presa di posizione dello scrivente che quando va a i concerti vuole concentrarsi e farsi rapire dalla musica e non cercare le migliori inquadrature con cui immortalre l'evento. Ma per fortuna, c'è chi ha provveduto e a breve spero di pubblicarle.
     
    Finale di serata surreale con simpatica rimpatriata con ex ragazza ed ex migliore amico e migliori amiche della ex ragazza. Mi viene in mente una frase di Marquez "... scriverei il mio odio sul ghiaccio ed attenderei che si sciolga al sole...". Il tempo lava via il rancore ed è bello parlare e riscoprirsi. La fiducia però, quella è un'altra storia.
     
    Al sesto rum lo scrivente barcollando abbandona la scena.
     
    November 15

    L'hanno detto meglio di me #2

     
     
     

    legend1900

     

    Tutta quella città...non se ne vedeva la fine...../
    La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?/
    E il rumore/
    Su quella maledettissima scaletta...era molto bello, tutto...e io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, era garantito che sarei sceso, non c’era problema/
    Col mio cappello blu/
    Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino /

    Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino /

    Primo gradino, secondo /
    Non è quel che vidi che mi fermò/
    E’ quel che non vidi/
    Puoi capirlo, fratello?, è quel che non vidi....lo cercai ma non c’era, in tutta quella sterminata città c’era tutto tranne/
    C’era tutto/
    Ma non c’era una fine. Quel che vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo./
    Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu/

    Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me /
    Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi/
    Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita/
    Se quella tastiera è infinita allora/

    Su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio/
    Cristo, ma le vedevi le strade?/
    Anche solo le strade, ce n’era a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una/
    A scegliere una donna/
    Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di
    morire/
    Tutto quel mondo/
    Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce/
    E quanto ce n’è/
    Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormità, solo a pensarla? A viverla.../
    Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n’erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.

    Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. E’ un viaggio troppo lungo. E’ una donna troppo bella. E’ un profumo troppo forte. E’ una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò.

     

    Tratto da Novecento di Alessandro Baricco

    November 13

    L'hanno detto meglio di me...


     

    portogallo-spagna 2006 090 

     


    Goditi potenza e bellezza della tua gioventù.

    Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso. Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava.
    Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati , ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
    Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato. Canta. Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
    Lavati i denti. Non perder tempo con l'invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
    Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
    Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati.
    Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che cono sco ancora non lo sanno.
    Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
    Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant'anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.
    Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. E' il più grande strumento che potrai mai avere. Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
    Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo.
    Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
    Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
    Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un ottantacinquenne.
    Sii cauto nell'accettare consigli, mal sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga. Ma accetta il consiglio... per questa volta.


    Tratto da "The Big Kahuna", 1999, regia J. Swanbeck
     
     
     

    November 10

    Patchinko segnala

     
     
    A tutti i salernitani e limitrofi in ascolto. Martedi 13, ore 18.30, presso il chietro del convento dellImmacolata a Piazza San Francesco incontro con Padre Alex Zanottelli per discutere dell'acqua come bene comune, in sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per impedire che l'acqua venga privatizzata. Accorrete.
     
    Come dicceva Troisi? Il napoletano sta sempre con l'acqua alla gola. Non l'avesse mai detto gli hanno tolto anche quella.
    November 09

    Enzo ciao.

     
    Partigiano, giornalista, uomo libero.
     
     
     
     
    Quando se ne va gente così, che ha attraversato la Storia senza mai sottrarsi alle chiamate e alle responsabilità che essa ci pone e che per di più è riuscita a farlo conservando la propria integrità e dignità, rimanendo umana, permeata di una umiltà che può derivare solo dall'aver compreso l'essenziale, l'amore per l'uomo e per la vita, bhé, non posso fare a meno di sentirmi uno stronzetto piccolo piccolo, perso in problemi inutili.
     
    Prendiamo esempio, fratelli e stiamo pronti, ci aspettano tempi buii. La Storia ora chiama noi.