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    November 25

    P.P.P.

     
     
     
    pier
     
     
     
    "Io non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averla o dal non averla voluta; dall'essermi messo in condizione di non avere niente da perdere, e quindi di non essere fedele a nessun patto che non sia quello con un lettore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca."
     
     
    November 23

    Pensieri di niente

     

    Petra Magoni & Ferruccio Spinetti
     
    Pensieri di niente
     

    Le mie mani si muovono

    E stanno ferme

    Ma più spesso si muovono

    La mia testa si muove

    E sta ferma

    Ma più spesso si muove

    I miei capelli crescono ed io

    Io li coloro

    E loro ricrescono

     

    La mia mente pensa

    E a volte no

    Ma di solito si perde

    In pensieri di niente

     

    La mia mente è questa

    Io lo so

    Quando capita è che

    Significa è

    Un pensiero di niente

     

    Io non so cosa dirti

    E cosa darti

    Se fuggirti o cercarti

    Finchè la vita e non la morte

    Ci separa

    Ne parliamo domani

    I pensieri non tornano

    Perchè vanno

    E vanno lontano

     

    November 18

    La sindrome di Paperino

    Il sabato sera era tutto organizzato. Cenetta col mio ammore ed un amico, ma che amico!, il pluriartista Marco e poi concerto di bossanova (non so cosa sia, ma suona così bene!!!) in un locale nuovo di Salerno, di quelli che ci sei sempre voluto andare ma per un motivo o per l'altro non ci sei andato mai. Tutto perfetto. Dovevo solo arrivare a Salerno. Butto qualche maglione nello zaino da trakking recentemente ereditato dal trasloco di Viola e mi faccio accompagnare alla stazione.
    Ho una decina di minuti per fare il bilgietto, il pulmann è già sul piazzale. Ci starebbe anche il caffè, ma prima il biglietto, sono un ragazzo previdente io!!! davanti a me c'è solo una graziosa ragazza bionda, ma per mia sfortuna quella ragazza UNA COZZA DA SPORTELLO!!! Non so perchè, ma qualsiasi fila io faccia dai bilgietti, alle prenotazioni, in segreteria davanti a me c'è sempre una di questi esseri semimitologici. La cozza da sportello è così detta perchè una volta raggiunto il suo tuo turno niente e nessuno riuscirà più a staccarla da lì, proprio come il simpatico frutto di mare e il proverbiale scoglio. Nella mi avita ho visto di tutto, vecchiette ripassare la propria cartella clinica allo sportello ritiro analisi, una simpaticissima coppietta organizzare le proprie vacanze allo sportello in stazione, il povero sfigato che non si ritrova un esame il giorno prima di laurearsi... e io sempre lì, dietro, ad aspettare. Ma come questa mai. quella irritante ragazza forse bionda stava organizzando un viaggio per 11 persone. 11!!! e alla fine al momento di pagare era indecisa quella puttana sicuramente tinta era indecisa se prendere o no i biglietti!!! insomma io sono una persona che un po' introversa, mi da fastidio alzare la voce, passare avanti, prevaricare, anche quando sono una forma di autodifesa.Ma sono anche molto impaziente e l'autobus stava per partire. Così alla fine mi sono fatto avanti ho chiesto se intanto potevo fare il biglietto... vado prendo il biglietto mi giro... e vedo il pulmann partire...
    Bofonchiando improperi contro le bionde mi avvio a piedi verso casa... trovo il passaggio a livello chiuso... dopo dieci minuti passa il treno più minisculo che abbia mai visto, dopo incontro il semaforo rosso... ma non era ieri venerdì 17? io sono rimasto chiuso nella mia stanza apposta... mi deve aver aspettato sotto casa!!!

    Marzo 2039

     

     

    Ben  trovati amici ancora una volta in diretta dalle frequenze di Radio Marzia, in diretta dalla fine del mondo... Forse quelle che stiamo aspirando in questo momento sono le ultime boccate d’aria che ci restano, forse l’ossigeno durerà per altre due ore, forse due mesi, quel che certo è che finirà e noi saremo lì in quel momento... E’ tutta una gara a chi riesce a respirare il meno possibile o a chi riesce a prendere più ossigeno di altri, ma in fondo se ci pensate bene non è sempre andata così? Ed io forse sono più stupido di altri se il poco ossigeno che resta lo spreco in questo microfono...e sento la testa girarmi effettivamente ma che ci volete fare, sono un dj no? Se non parlo muoio.... ehehe  Vi ricordo che questa apocalisse vi è gentilmente offerta dai nostri governanti e petrolieri riuniti che probabilmente ci stanno guardando schiattare dai rifugi ossigenizzati, dicono che cene sia qualcuno anche su Marte, altri ci dicono che alcuni membri del governo amerusso, Bush IV, lo Zar Putin e l’androide Bin Laden insieme alla Compagnie delle Modelle per la Ripopolazione si siano imbarcati sulla astronave cinese Fa-Chiù in direzione di Terra2, non c’è giustizia amici,non c’è giustizia fino alla fine... sono sempre più stanco amici... non riesco a tenenre gli occhi aperti... venendo qua, passando affianco ai corpi accasciati di non ce l’ha fatta, aggrappandomi lungo il passamano delle scale mi sono ricordato, sarà capitato a tutti voi, di qualche anno fa quando c’era ancora abbastanza aria per tutti, ce n’era così tanta che si pensava non sarebbe mai finito ed io facevo le scale tre alla volta... quante volte cazzo ho preso la macchina senza motivo, quante volte ho preso per il culo quelli che facevano la spesa con i libri del commercio equo-solidale per scegliere i prodotti di aziende noniquinanti, quante volte ho sentito gli allarmi di chi diceva che sarebbe andata a finire così e non ho voluto ascoltare, convinto che non potessi fare niente, bhe forse è così... ma coff coff, quanto vorrei averci almeno provato adesso... voi no? Bhe me ne sto per andare amici... uso gli ultimi lampi di lucidità per mandarvi questo pezzo... la fine del mondo l’ho sempre immaginata pressappoco così...

     

     

    Scegliete voi il pezzo che più vi piace.

    November 15

    Papà Musica!!!

    Oggi ho visto per la prima volta mio padre commuoversi ascoltando un brano musicale.

    E’ stato strano ho sempre pensato che mio padre fosse una delle poche persone che potesse vivere senza musica. Non l’ho mai visto ascoltare la radio, comprare una cassetta o un cd, non ha mai avvertito il bisogno della presenza di uno stereo in casa. E figuratevi che per me la macchina è pressappoco uno stereo con le ruote... gli unici ricordi musicali che ho di mio padre sono relativi a qualche canzone napoletana che davano in televisione e lui che si fermava ad ascoltare con un certo trasporto, ma non per molto e poi ricordi di quando ero piccolo e mio padre metteva qualche cassetta in macchina mentre tornavamo da casa della nonna. Il pezzo in questione, o meglio l’album in questione è proprio uno di quelli che ascoltava allora e mi ha fatto scaricare da internet, nonostante fosse cosciente di farmi commettere un atto illegale, perchè le cassette gli si erano smagnetizzate da un sacco di anni. Me lo ricordo. Noi abitavamo non lontano da qui, in un piccolissimo paese sul cucuzzolo della montagna, la nostra Uno si inerpicava perquesti curvoni affiancate da pile di neve bianchissima alte anche due metri, mi ricordo benissimo la sensazione di farsi prendere dal rullio e il tepore della macchina, il silenzio quasi irreale nel quale trionfava questa musica dolce e lo scivolare lentamente nel sonno. Quando si è svegliato dalla pennichella pomeridiana e l’ho avvisato che l’operazione era riuscita ha voluto subito ascoltarla.  E dato che l’ascolto non comportava che si alzasse e che l’unico apparecchio per la riproduzione di suoni si trova in camera mia ho dovuto mettere le casse ad un volume esagerato per fargliela arrivare. Lui ascoltava beato la sua musica sul letto, mentre la mia scrivania vibrava al suono di vetusti compositori degli anni 70 (no niente Pink Floid o Depp Purple, figurati, Stephen Slacks, mi pare, insomma non male,ci si poteva aspettare di peggio). Ha ascoltato tutto l’album. Poi siamo usciti in macchina. Guidava come un ventenne. A momenti non si sarebbe fermato al semaforo.

    November 14

    La Bellezza Delle Cose

     
     
    Non hai mai sentito dire che la bellezza delle cose
    ama nascondersi
    ed è forte quello che ho dentro
    distante dalla mediocrità
    ho rischiato di perdere tutto
    per non subirla
    non hai mai sentito dire che la bellezza delle cose
    ama sorprenderci
    ed è forte quello che ho dentro
    distante dalla mediocrità
    ho bendato i miei occhi da tempo
    per non vederla
    ed avrei voluto trovarmi tra le tue parole più belle
    raccogliere un brivido
    dai tuoi sguardi
    ed avrei voluto trovarmi tra le tue
    risposte distratte
    abbiamo vagato a lungo in quei discorsi
    preziosi e contorti
    senza concludere
    ma è forte quello che ho dentro
    distante dalla mediocrità
    ho inseguito il rumore assordante
    per non sentirla
    ed avrei voluto trovarmi tra le tue parole più belle
    raccogliere un brivido
    dai tuoi sguardi
    ed avrei voluto trovarmi tra le tue
    risposte distratte
    non hai mai sentito dire che la bellezza delle cose
    ama nascondersi
     
    Carmen Consoli
    November 12

    twenty years later...

    Sto ascoltando Pigs dei Pink Floid, dio che pezzo, sarà per l'ora, sara per la leggera sindroma parainfluezale, ma mi sembra di essere fatto in acido con questa musica nelle cuffie... Più ci penso, più me ne convinco, sono nato venti anni piùtardi di quanto sarebbe giusto... e questa volta, si badi, non sono ubriaco...
     
     
     
    November 11

    Critica Letteraria

     
     
     
    Come tutti sanno la letteratura si divide in due grandi generi universali: i libri da scriviania e i libri da bagno.
     
    I libri da scrivania sono quelli che leggiamo perchè dobbiamo farlo o perchè ci fanno sentire  più intelligenti. Rientrano in questa categoria in primis TUTTI  i libri che siano stati imposti da una autorità scolastica, tutta la saggistica, tutta la filosofia, quasi tutta la poesia (eccetto componimenti a sfondo erotico, umoristico o satirico), Joyce, Eric Fromm, Umberto Eco, Rousseau (il Jean Jacques), Kundera, Hesse; e così via, giusto per trarre qualche titolo tratto dalla mi a libreria.
    I libri da scrivania sono anche quelli che riempi di fitte note al margine. Le note invece, almeno per quello che mi riguarda, si dividono in altre due categorie, che però emergono solo a qualche mese di distanza dalla loro genesi. Le note a margine infatti possono essere: a) del tipo che non riesci a leggere, b) del tipo che riesci a leggere ma non capisci che cosa volevi dire. Nel primo caso spesso l'illeggibilità è dovuta al tentativo di far entrare un trattaello di dieci pagine negli angusti spazi offerte dalla pagina. I casi più frequenti sono la lilliputizazione della propria calligrafia e la particolare disposizione del testo detta a "cornice". Si registrano anche casi tetrisazione nel caso di note e appunti plurimi. Per quanto riguarda il secondo fenomeno esso da luogo ai più inqiuetanti sospetti, dal "ma che cosa mi ero fatto?" allo sdoppiamento della personalità, alla possessione.  
     
    I libri da bagno invece sono quelli che leggi per puro godimento, nonchè alcune volte per stimolare le attività consone a tale sede. Evacuazione o masturbazione, fate voi secondo le vostre abitudini.
    In tale categoria si possono annoverare sicuramente: TUTTI i fumetti, Benni, Bukowski, Fabio Volo, Baudelaire ecc. ecc.
    La lettura in bagno è ricca di soddifazione ma da anche luogo ad alcuni incovenienti, il principale dei quale riguarda i rapporti con i coinquili nel caso, come ogni buon fouri sede od erasmus, dividiade l'appartamento con altre persone. Se la lettura è particolarmente coinvolgente infatti potreste rimanere rintanati nel vostro rifugio per molto, molto tempo. A volte mi chiedo anche che cosa pensasserro quando sentivano provenire fragorose risate dal cesso. Forse che soffrissi di un singolare solletico...
    Nel mio bagno è solito il formarsi di una simpatica pila di libri ai lati del water, cosa di solito ritenuta fuori luogo da genitori e coinquilini. Ma io non accuso, e mi consolo immaginando che quando avrò una casa mia, il cesso saràincastonato in una gigantesca libreria. 

    Ad esempio a me piace il sud

    Rino Gaetano

    R. Gaetano

    (1974)

    Ad esempio a me piace la strada
    col verde bruciato, magari sul tardi
    macchie più scure senza rugiada
    coi fichi d'India e le spine dei cardi

    Ad esempio a me piace vedere
    la donna nel nero del lutto di sempre
    sulla sua soglia tutte le sere
    che aspetta il marito che torna dai campi

    Ma come fare non so
    Si devo dirlo ma a chi
    se mai qualcuno capirà
    sarà senz'altro un altro come me

    Ad esempio a me piace rubare
    le pere mature sui rami se ho fame
    ma quando bevo sono pronto a pagare
    l'acqua, che in quella terra e' più del pane

    Camminare con quel contadino
    che forse fa la stessa mia strada
    parlare dell'uva, parlare del vino
    che ancora e' un lusso per lui che lo fa

    Ma come fare non so
    Sì devo dirlo ma a chi
    se mai qualcuno capirà
    sarà senz'altro un altro come me

    Ad esempio a me piace per gioco
    tirar dei calci ad una zolla di terra
    passarla a dei bimbi che intorno al fuoco
    cantano giocano e fanno la guerra

    Poi mi piace scoprire lontano
    il mare se il cielo e' all'imbrunire
    seguire la luce di alcune lampare
    e raggiunta la spiaggia mi piace dormire

    Ma come fare non so
    Si devo dirlo ma a chi
    se mai qualcuno capirà
    sarà senz'altro un altro come me